"Viva, compulsiva e senza più gravità."

Nemmeno le cose che sembri volere placano la tua anima inquieta, ombrosa e solitaria.
Come me senti costantemente che qualcosa stona, non quadra rispetto alla tua natura e, per quanto ti affanni a incastrare la tua anima in tempesta con la vita che hai dovuto scegliere, senti che non riesci a dar pace al dolore, alla tua essenza e avverti un macigno che ti opprime giorno dopo giorno che ti fa quasi per soffocare.
Un’anima romantica e libera non puoi imprigionarla in una vita predefinita di compromessi.. Cerca di divincolarsi attraverso il male di vivere, ma avrebbe solo bisogno di uscire leggera nella sua vera natura.
Tu come me, io come te.. Due anime tormentate per sempre legate, affini e mai soddisfatte.

L’amore si alimenta con la vendetta delle aspettative tradite. E’ questa che lo rende così dolce e cattivo, freddo e caldissimo, tagliente e avvolgente.
Tu sei l’amore e io la vendetta e insieme balliamo avvinghiati alle nostre contraddizioni.

Ho l’abilità innata di passare sempre dalla parte del torto.

C’è che la mancanza di te e’ più forte di tutta la rabbia che mi spinge ad allontanarti dalla mia testa.
La mancanza punta dritta sul cuore e non mi fa smettere di pensare di rivolerti.

E’ proprio la caricatura di te stesso che amerò sempre di te.
E non è affatto un disegno buffo in cui hai la faccia larga e il corpo piccolo, e’ come ti vedono i miei occhi, a renderti una linea di matita perfettamente disegnata su una tela bianca.
Quella linea riproduce tutti i tuoi pregi, i tuoi difetti, i tuoi vizi e i tuoi silenzi.
Riesco a vedere meglio di ogni altra cosa i tuoi difetti e i tuoi vizi, ma li amo comunque.
Sono stanca però dei tuoi silenzi e di come pretendi che debba sentirmi.
Ebbene, le tue infinite possibilità non erano così infinite, perché in fondo preferisco i tuoi silenzi alle cose infelici che tu dici, spacciandole per simpatiche e brillanti.
Un tempo lo erano e tutto ciò che facevi ti veniva perdonato e accettato, finché non hai scherzato sul bisogno che io ho di te.
In quel preciso momento ho capito ciò che ho sempre cercato di respingere.. Che sei un burattino senza speranze, incastrato per masochismo in una vita troppo stretta, che ti sta solo invecchiando.
E io sono diventata troppo cinica e incline alle nette separazioni per perdonarti di nuovo.
Ciao E., finalmente puoi tornare a far finta di essere felice. Il peso di esserlo veramente sarebbe stato troppo liberatorio e affascinante e avrebbe divorato all’istante la tua “vita perfetta” che funziona solo grazie al tuo senso di colpa.

Fumare e’ più facile che bere.
Bere porta all’inadeguatezza.
Fumare alla pace.
Bere a fare cose stupide.
Fumare a scontrarsi col proprio io.
E scontrarsi col proprio io è più letale che sentirsi inadeguati.

Non ho solo Saturno contro, ma pure tutta la mia mente.

Tra tutte le cose più infelici che hai fatto o detto in quasi quattro anni, quella di oggi e’ la peggiore.
E per battere le altre ce ne vuole eh.

Una ragazza che seguo ha pubblicato delle foto di Sabaudia. Mi si è stretto il cuore. Quello era uno dei nostri luoghi più belli. Forse è come se da li non ce ne fossimo mai andati. Li c’è un nostro pezzo di cuore, un pezzo del nostro amore.. E la parte più importante di me.
Ma sono troppo stanca e ho deciso che Sabaudia deve diventare un ricordo da seppellire nell’anfratto più nascosto e ruvido di me, quello in cui non riesco ad arrivare per non ricordare.
E per non soffrire.
E per respingerti.
E per non risponderti mai più.

Quando non puoi parlare di cose intime con persone che credi amiche, non solo non ti senti te stessa, ma che è anche arrivato il momento di passare oltre e conoscere persone nuove, che non giudicano.
Oh si è vero mi scoccia esser giudicata da un esercito di saputelle che vivono a comando.
Mi sento in trappola con me stessa e con gli altri.
E’ vero, crescendo un po’ di spensieratezza e istinto si acquietano e si lascia spazio al raziocinio e a ciò che sentiamo sia meglio per noi, ma a volte, anzi ormai spesso sento che mi sto reprimendo per uno stile di vita che in teoria desidero ma che in pratica mi soffoca. Forse perché non sono sicura delle persone con cui voglio condividere quel determinato stile di vita che sto conducendo.
Mi sento ipocrita.

Avresti dovuto baciarmi prima dell’addio, perché abbandonarsi proprio non lo sopporto. E scappo.
Non dovevi fare affidamento sul momento in cui mi sarei voltata, per dire qualcosa.
Nell’attimo in cui il cuore se ne va, benché il corpo rimanga fermo non puoi fare più niente.
Avresti dovuto semplicemente afferrare il mio cuore, baciarlo, accarezzarlo.. e perdonarci per il male che ci siamo fatti.

A sei anni mi mettevo da parte i soldini per il lego e le partite a Puzzle Bubble.

A quattordici spendevo la paghetta in cd e libri.

A venti facevo lavoretti estivi per pagarmi le vacanze estive e per comprare ancora più libri.

A venticinque lavoravo per pagare le bollette, comprare trucchi, borse, libri e orecchini. (E ancora qualche cd)

E infine a trentuno risparmio e spendo per comprare mobili e oggetti per la casa, ma non ho smesso di comprare libri, borse, risparmiare per viaggiare e un altro miliardo di orecchini. E mi rendo conto conto solo adesso che devo comprare una libreria in più. Inoltre devo continuare a pagare le bollette, quindi sono diventata proprio una donna responsabile, o meglio, morirei per la vergogna se dovessero staccarmi l’acqua o la luce.

Domani arriva il soggiorno.. Gli anni passano e le esigenze cambiano, ma i libri e i viaggi rimangono sempre le uniche costanti a cui non potrei mai rinunciare.
Però sticazzi, i vasi che ho comprato oggi per il salotto sono davvero fighi.

Mi sento un tantino consumista, ma lavoro dodici al giorno senza sosta.. Qualche sfizio di design me lo merito proprio.
E poi odio i mobili che ha lasciato mia madre in casa. Antiquariato da casa degli orrori. Benvenuto stile moderno!!

Dovrai provare a strapparmi lacrime ed emozioni dal corpo con tutta la tua forza, ma rimarrai deluso, perché per te non c’è più niente.
Ad un tratto non vali nemmeno il pensiero di mettere insieme queste riflessioni.
Andare avanti e’ da adulti, provare a sbattere la testa contro il solito muro per cercare di aprire un varco e’ follia.
E io non voglio più essere una folle testarda che perché sente che ne vale la pena, aspetta in disparte qualcosa che ormai hai rotto.
Gioca da solo, io voglio solo pensare a me stessa.

Con a disposizione una nuova vita ci sono un’infinità di nuove storie da vivere e raccontare.
Si apre un capitolo del tutto nuovo e sento il profumo della carta ancora da scrivere come un invito a mettercela tutta affinché possa riempire le mie nuove pagine solo di parole felici, dense di concretezza ma al tempo stesso leggere e spontanee come tutti i nuovi inizi. O come la luce del primo mattino che mi godrò di nuovo da domani quando rientrerò a lavoro.
Ricomincio in punta di piedi senza situazioni eclatanti, ma con l’eccitazione di chi sa che adesso ha il pieno controllo del proprio destino.

Ho letto che c’è gente che considera “poeta” Nesli.
Ascoltate Lucio Dalla, anzi no, non ne siete degni.